Senza libri

“Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi”. (Michel Houellebecq)

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Lìberos

Oggi ci sentiamo di farvi una segnalazione. Così, bella e buona e sfacciata. Nostra sponte. Per un sacco di buoni motivi. Conoscete Lìberos? Be’, dovreste. Per presentarlo con le parole dei suoi fondatori, “Lìberos è un’associazione di persone che credono che la lettura in Sardegna sia un elemento di comunità e che le energie e le competenze che si muovono intorno al libro siano fonte di coesione sociale, ricchezza economica e consapevolezza civica. Lìberos nasce da queste energie e si costituisce in forma organizzata per evidenziarle, proteggerle e promuoverle”. Se non siete sardi non importa: vi interesserà lo stesso; anzi (ci sentiamo di avvertirvi per prevenire ogni lamentela), per l’esattezza, più che semplicemente “interessarvi”, avrà su di voi lo stesso deleterio effetto che ogni tanto ha Wikipedia quando è in buona, ossia vi incatenerà di link in link, di materiale in materiale (in questo caso di recensione in segnalazione, di aneddoto in notizia di attualità dal mondo della cultura e dell’editoria), facendovi scoprire quel mezzo miliardo di tematiche che vorreste approfondire e lasciandovi oscenamente improduttivi rispetto a qualunque attività per cui vi foste recati originariamente in internet.

E la cosa bella è che, se perdete mezz’ora giochicchiando con il tool in homepage, “Personalizza il tuo angolo di lettura virtuale”, potete sempre dire genericamente “Ho passato mezz’ora su Lìberos” e fare comunque la figura delle persone colte e impegnate.

Ce ne fossero di posti così.

Un affetto speciale

Un bambino ovviamente amerà per sempre la sua zia preferita, il suo orsacchiotto, i supereroi della sua infanzia; ma nutrirà per tutta la vita un affetto speciale, intriso di gratitudine e ammirazione, per l’autore del primo libro ad averlo fatto sognare.

Libri d’autunno

E’ iniziato. E’ ufficiale. Dobbiamo farcene una ragione. E, diciamocelo: da lettori appassionati, partiamo avvantaggiati.

Già, perché, mentre il resto del mondo accoglie normalmente l’inizio dell’autunno con una litania di imprecazioni contro la sera che scende prima, la pioggia che scende più spesso, il rush lavorativo che non farà che intensificarsi fino a Natale e così via, i lettori possono fare appello a un sacco di risorse per autoconvincersi che l’autunno, in fondo, non è poi così male. Per esempio, in autunno ci si può raggomitolare sul divano con un bel libro e una tazza di tè, mentre la pioggia ticchetta sui vetri (ma tanto a noi checcifrega, siamo là dove il libro ci sta portando). (Nel caso serva un incentivo in più, al tè si può sostituire una cioccolata). Oppure, se si ha la fortuna di vivere in campagna, o di poterla raggiungere facilmente, si può sperare in una di quelle mattinate luminose dall’aria frizzantina per fare una passeggiata e poi sedersi da qualche parte a leggere fra le foglie infuocate, come la fortunata tizia della foto qua sopra. In estate c’è troppa luce, vero? Ammettiamolo: l’autunno e i libri vanno d’accordo come panna e fragole.

E va bene. Non siete d’accordo.

Vi vediamo: state scuotendo la testa e pensate che doversi rimettere i calzini e svegliarsi col buio è ancora una penitenza troppo grande per essere bilanciata da qualche momento carino di lettura.

Blasfemi. Ma vogliamo venirvi incontro, sapete? Quando avrete letto questo articolo, tratto da goodreads, sui 150 (e passa) migliori libri da leggere in autunno, ci giochiamo la nostra scorta di zucche di Halloween che vi dispiacerà che questa stagione duri a malapena tre mesi. (Anche perché dopo viene l’inverno… ma a questo penseremo poi).

Buon autunno a tutti!

Un uomo che legge

“Un uomo che legge ne vale due”. (Valentino Bompiani)

(“E una donna? Una donna no?”)

(“Ma certo, anche una donna…”)

(“Allora metti la foto anche di una donna che legge.”)

(“Così ci accusano di mettere le foto delle ragazze carine per fare pubblico.”)

(“Ma quale pubblico! Siamo un sito di appassionati di libri, non facciamo pubblico per antonomasia!”)

L’ispettore Kajetan e gli impostori, di Robert Hültner

(da Annessi & Connessi)

 

E’ un’impresa quantomeno complessa recensire questo romanzo, L’ispettore Kajetan e gli impostori di Robert Hultner. Sia per la struttura, per lo stile ma anche per la tematica trattata.

L’ispettore Kajetan, ormai ex poliziotto della Monaco degli anni dopo la Prima Guerra Mondiale, si ritrova quasi suo malgrado ad indagare su un truffatore incallito che sembra prediligere vittime facoltose. Ma anche un amico di Kajetan è rimasto coinvolto in qualcosa che sembra essere più grande di loro, cadendo in un aggressione particolarmente violenta.
Un giallo poliziesco di stampo forse un po’ desueto, ambientato in una Germania che si sta ancora riprendendo dal primo conflitto mondiale e che sta assistendo alla nascita di un fenomeno, il nazifascismo, e alla salita alla ribalta di un certo Hitler, un personaggio tratteggiato ancora attraverso pareri e commenti controversi e contraddittori tra entusiasti e detrattori.

Questo romanzo, come dicevamo in apertura, è molto complesso. Innanzitutto l’autore, tedesco, fonda le vicende nella storia recente e alla cultura tedesca e, nonostante le note a fondo libro, spesso risulta un po’ difficile riuscire a cogliere tutti i riferimenti e a recepire tutti i riferimenti.
Lo stile di scrittura, poi, è decisamente particolare, permette al lettore di calarsi nell’epoca anche attraverso la voce del narratore. I dialoghi sono scritti in modo molto vicino alla colloquialità (l’autore lascia un commento in merito nelle note a fine romanzo) e a volte riescono a strappare qualche sorriso, in particolare grazie ai personaggi secondari, tratteggiati con toni quasi caricaturali.

Come capita di frequente nei romanzi gialli, l’unico personaggio davvero vivido e tridimensionale è il protagonista, Kajetan: sebbene questo sia il secondo episodio a raccontarne le gesta, il personaggio appare piuttosto chiaro nelle sue caratteristiche peculiari, rasentando un po’ la caricatura del giovane poliziotto calamita per i guai.
Un romanzo apprezzabile, scritto senza dubbio in modo molto accurato. Sebbene nessuno di noi dello staff sia in grado di testare la solidità storica del romanzo, risulta comunque credibile e verosimile.
Consigliato in particolare a chi è appassionato di storia, quando è raccontata in modo originale e da un punto di vista inedito.

 

(Visitate Annessi & Connessi per molte altre recensioni)