Donne e libri

The magic Grammar by Jessie Marion King

Per alcuni la festa della donna è l’occasione per procurarsi un ramo di mimose (bellissimo vegetale, eh, se non fosse che dopo due giorni è già tutto raggrinzito e triste). Per altri, anzi altre, il pretesto per affollare locali e schiamazzare infilando banconote da cinque euro nei perizomi di spogliarellisti unti.

A noi va di approfittare per fare un elenco (in ordine sparso) di libri di cui la protagonista femminile ci è piaciuta un sacco.

Ovviamente si accettano aggiunte, proposte, commenti, promemoria, cazziatoni per aver dimenticato questa o quella. D’altra parte, sono così tante. E meno male, diremmo.

Il senso di Smilla per la neve (Smilla: le donne vorrebbero somigliarle, gli uomini perdono la testa)

Piccole donne (e vabbè, poteva mancare? Jo March ha ispirato generazioni di bambine e di tagli di capelli audaci)

Orgoglio e pregiudizio (anche qua crediamo che nessuno si stupirà)

Le relazioni pericolose (dite quel che volete ma la marchesa di Merteuil è una tosta)

Professione? Spia! (troppo simpatica, Harriet)

La bussola d’oro (Lyra è forte, ha sempre un piano)

Le osservazioni (buonsenso popolare, occhio sveglio, velocità d’apprendimento)

Agnes Browne (tenera)

Chi manca?